A cosa serve l’ansia? A motivarci.

A cosa serve l'ansia? A motivarci.

A cosa serve l’ansia“? Domanda che spesso ci poniamo ed alla quale altrettanto spesso non riusciamo a rispondere da soli.

Altrettanto spesso sentiamo che l’ansia – o meglio la paura – in “una giusta dose” è positiva, in quanto ci spinge ad agire e soprattutto ci consente di fronteggiare il pericolo e di superarlo.

Pensiamo, per esempio, alla seguente situazione: un colloquio di selezione per un nuovo lavoro. Sicuramente prima di recarci al colloquio ci sentiremo ansiosi: le mani suderanno, il cuore batterà più veloce e ci passeranno tanti pensieri e magari dubbi per la testa; se l’ansia si presenta in maniera lieve saremo in grado di affrontare la situazione in modo funzionale; se, al contrario, si presenta in maniera eccessiva magari ci bloccheremo ed alla fine decideremo di non andare al colloquio.

“Costretti dall’ansia” – Seminario teorico esperenziale

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Costretti dall’ansia” è un iniziativa seminariale di sensibilizzazione e promozione della cultura psicologica.

Perché “Costretti dall’ansia?”

Perché attualmente moltissime persone sono “ansiose”, chi poco, chi tanto, chi vive tale condizione gestendola e chi vive, al contrario, non riuscendola  a gestire in maniera funzionale ma…essendo costretta dall’ansia. Perché se l’ansia è presente ma appena accennata, non disturba e può essere accettabile ed utile; se al contrario è troppo marcata allora assorbe energie psichiche e diviene limitante. 

Soffrire d’ansia? Come la terapia cognitivo comportamentale può integrarsi con le nuove tecnologie.

Soffrire dansia Come la terapia cognitivo comportamentale può integrarsi con le nuove tecnologie

Da ultime ricerche scientifiche è emerso come chi soffre di ansia possa trarre un forte giovamento attraverso percorsi di psicoterapia cognitivo comportamentale, ed anche ultimamente come si possano raggiungere dei risultati positivi anche attraverso un percorso, sempre cognitivo comportamentale, strutturato via email.

Una ricerca scientifica, reperibile on line su Clinical Psychiatry News, riporta come la terapia cognitivo comportamentale tramite email sia stata in grado di aiutare persone sofferenti di ansia.

Disturbo Post Traumatico da Stress: un interessante studio sull’esposizione prolungata.

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Il Disturbo Post Traumatico da Stress – PTSD è un disagio psicologico conseguente all’aver esperito un evento catastrofico, violento o traumatico.

Il DSM – Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorser – descrive il Disturbo Post Traumatico da Stress – PTSD sottolineando come debbano essere presenti dei precisi criteri diagnostici, qui riassunti in breve:

  • La persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri.
  • La risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore.
  • L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno o più modi (ricordi spiacevoli ricorrenti ed intrusivi dell’evento; sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento; agire o sentire come se l’evento si stesse ripresentando; disagio psicologico intenso all’esposizione di fattori scatenanti interni o interni che simbolizzano o assomigliano all’evento;…)
  • Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale.
  • Sintomi persistenti di aumentato arouasal.

“Che ansia! Come controllarla prima che lei controlli te” – A. Ellis

Che ansia Come controllarla prima che lei controlli te

“Che ansia! Come controllarla prima che lei controlli te” è un libro molto interessante e fruibile di A. Ellis, psicologo statunitense e fondatore della Rational Emotive Behavior Therapy, importantissimo esponente della Terapia Cognitivo Comportamentale.

Il libro “Che ansia! Come controllarla prima che lei controlli te” rappresenta un ottimo “manuale” per gestire l’ansia con soluzioni, esempi e spunti di riflessione.

A.Ellis, fondatore della REBT, illustra come sia possibile tenere sotto controllo l’ansia attraverso la gestione delle aspettative irrealistiche che abbiamo su di noi, sugli altri e sul mondo.

Ansia … quali i modi per gestirla?

Ansia ... quali i modi per gestirla

A tutti noi, chi più chi meno, chi in maniera più lieve chi in maniera più violenta, sarà capitato di sperimentare l’ansia; tuttavia ognuno di noi può trovare la propria modalità per gestire l’ansia.

Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di ansia?

L’ansia, tecnicamente, rappresenta uno stato di apprensione che sperimentiamo in relazione ad eventi che stanno per accadere. È come se noi anticipassimo il futuro immaginando il più delle volte conseguenze ed ed eventi spiacevoli, i quali il piu del volte non accadono poi in realtà.

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