Lo Psicologo di Base: una ricerca in provincia di Bari.

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Riporto i dati di una ricerca pubblicata sul “Notiziario dell’Ordine degli Psicologi della Puglia n.13 – Giugno 2014, la cui lettura è stata per me fonte di riflessione e di approfondimento.

Ricerca”Lo Psicologo di Base nello studio del medico: un’analisi dei bisogni sulla popolazione della provincia di Bari”.

La ricerca si configura come un importante tassello nella riflessione, presente ormai da tempo, sul ruolo e la potenziale utilità che la figura dello Psicologo di Base avrebbe nel campo della promozione della salute, della qualità della vita e del benessere psicologico.

Condotta da colleghi psicologi in collaborazione con medici di medicina generale, si è posta come obiettivo l’indagare su un campione di pazienti di studi medici della provincia di Bari la richiesta ed il bisogno dello Psicologo di Base, nonché l’utilità percepita della presenza di uno psicologo che operi al fianco del medico di famiglia.

Di seguito riporto parte integrante dell’articolo pubblicato sul “Notiziario dell’Ordine degli Psicologi della Puglia” n.13 – Giugno 2014.

“Nonostante il notevole incremento dell’offerta psicologica registrato negli ultimi decenni nel nostro Paese, metà delle persone che sperimentano uno stato di disagio continua a non rivolgersi alla figura dello psicologo. questo dato non è motivato esclusivamente dall’evidente difficoltà di accesso ai servizi pubblici, spesso troppo oberati di lavoro, ma anche alla presenza di forti pregiudizi diffusi nelle nostre comunità sul ruolo professionale dello psicologo. A testimoniare la presenza di un vuoto da colmare è un dato riferito dal vicepresidente di Gfk-Eurisko secondo cui il 35% degli interventi richiesti al medico di famiglia sono mossi da fattori psicologici.

In questo contesto già nel 2006 il Presidente dell’Ordine degli Psicologi sostiene l’importanza di affiancare al medico di famiglia, lo “Psicologo di Base”, ovvero un esperto in grado di captare il disagio dei pazienti, interpretare i bisogni di chi soffre e indirizzare ogni singolo caso al servizio specialistico più adatto. [...]. In tal senso, lo Psicologo di Base non solo risponderebbe ad una esigenza sociale sentita da cittadini ma sarebbe in grado di ridurre notevolmente i costi della Sanità per farmaci, analisi cliniche e costi diretti  e indiretti legati alla cronicizzazione delle patologie psicologiche, proprio mediante l’azione di screening e prevenzione che questo specialista svolgerebbe.”

Psicologo di Base: cosa succede in Italia e fuori Italia?

In altri paesi l’iniziativa dello Psicologo di Base è stata implementata con successo. Si pensi, per esempio all’Inghilterra, dove esperienze simili sono state condotto ed hanno rivelato l’efficacia dello psicologo, in affiancamento al medico di medicina generale, come filtro per la domanda di assistenza psicologica.

In Italia di notevole rilievo è l’esperienza del Prof. Solano (Solano, 2001) che ha dimostrato come l’ingresso dello psicologo nello studio medico abbia immediatamente prodotto un risparmio significativo in termini di spesa sanitaria.

Psicologo di Base: cosa è stato fatto nella provincia di Bari?

La ricerca “Psicologo di Base nello studio del medico: un’analisi dei bisogni della popolazione della provincia di Bari” è stata condotta grazie al contributo di F. Anelli, K. Balenzano , L. Elia, A. Gasparre, A. Mancini, V. Marzano, R. Palmieri, E. Zatton.

In merito al campione, hanno partecipato alla ricerca 195 pazienti di 5 medici di famiglia presenti in ambulatori di alcuni paesi della provincia.

Per la rilevazione dei dati è stato utilizzato un questionario semi-strutturato costruito ad hoc da parte di personale psicologo-psicoterapeuta ad approccio cognitivo comportamentale.

Di seguito i risultati ottenuti nella ricerca “Psicologo di Base nello studio del medico:un’analisi dei bisogni della popolazione della provincia di Bari”.

“Per quali motivi ci si rivolge al medico di famiglia?”

La percentuale più alta di partecipanti si rivolge al medico di famiglia per prescrizione di farmaci (56,9%), seguono poi la prescrizione di esami diagnostici (29,2%), la necessità di una consulenza per l’insorgenza di un problema fisico (12,8%), la necessità di una visita per il ripresentarsi di un vecchio problema (11,3%), per lamentare un problema di origine ignota (6,7%), per un bisogno di confidarsi e ricevere ascolto (8,2%).

“Quali sintomi riportano i pazienti intervistati?”

I sintomi più frequenti sono stati: mal di schiena (40,1%), sensazione di stanchezza (35,6%), dolori reumatici (33,4%) e mal di testa (30,2%), sintomi d’ansia (28,5%), disturbi del sonno (25%)

“Bisogno dello psicologo e/o esperienza di consulenza psicologica”

Ben il 30,2% dei partecipanti alla ricerca almeno una volta nella propria vita ha sentito il bisogno di recarsi da uno psicologo; tuttavia di questi solo il 18,4% vi si è effettivamente rivolto.

“Perché rivolgersi allo psicologo?”

Dei partecipanti che hanno risposto a tale quesito: 9 avevano bisogno di confidarsi con qualcuno che sapesse ascoltare e comprendere, 3 persone per problem solving di motivazioni specifiche, e infine 15 persone del campione intervistato riferiscono di essersi rivolte ad uno psicologo per cercare di risolvere problemi specifici di diverso tipo.

Inoltre, i risultati evidenziano come ben 27 persone abbiano fatto uso di farmaci per problemi psicologi senza mai rivolgersi ad uno psicologo; assunzione di farmaci legata a sintomi ansiosi (48,/%), a condizioni miste di ansia e depressione (13,5%), insonnia (13,5%), stress o esaurimento nervoso (8,1%), depressione o mal di testa e sbandamenti dovuti a stress (5,4,%), per alleviare ansia, tristezza, aritmia o tristezza e nervosismo (2,7%).

“Psicologo al fianco del medico di famiglia: quale utilità?”

Ben l’85,1% dei partecipanti alla ricerca considera utile la collaborazione tra medico e psicologo; al contrario solo il 14,9% la ritiene inutile.

L’utilità della figura dello psicologo in collaborazione con il medico è stata ritenuta utile nel senso della “necessità di problem solving”. Nello specifico della possibilità di essere supportati nella gestione dei disagi psicologici e dei problemi familiari e  lavorativi (23,6%), della necessità del confronto con l’esperto competente dei problemi psichici e relazionali per ricevere consigli attendibili (19,5%). Tuttavia ben il 44,6% del campione intervistato ritiene utile la collaborazione ma non sa spiegarne il motivo.

“Psicologo di Base nello studio del medico: un’analisi dei bisogni sulla popolazione della provincia di Bari” – Quali conclusioni?

“I risultati confermano la necessità della presenza nello studio del medico di uno specialista della promozione del benessere psicologico e della cura della sofferenza emotiva dei pazienti, affinché sia reso più efficace e tempestivo l’intervento specialistico a supporto del benessere psicologico o, in presenza di disturbo psicologico, l’invio verso i servizi territoriali competenti”.

Inoltre sarebbe utile sottolineare alcune considerazioni fatte dagli autori della ricerca:

“Un primo dato  su cui riflettere è costituito dall’ 8% dei soggetti che afferma di recarsi dal medico di base per  parlare e confidarsi con lui, investendo il medico di famiglia di un ruolo di ascolto, empatico, consulenza e supporto psicologico, piuttosto che rivolgersi ad uno specialista della cura del disagio psicologico. Dati di questo tipo  devono far riflettere sul fatto che, se per la funzione sociale del medico contempli un certo supporto morale al paziente, la presenza dello psicologo nello studio del medico avrebbe proprio la finalità di accogliere la richiesta di supporto e di rispondervi in modo approfondito e specialistico“.

I risultati sulla prevalenza dei sintomi che i pazienti intervistati riportano confermano ancor di più la necessita della presenza nello studio del medico di uno specialista della promozione del benessere psicologico e della cura della sofferenza  emotiva dei pazienti.” [...] “La presenza dello psicologo faciliterebbe la formulazione di una diagnosi precoce e una stima della gravità dei sintomi riportati dal paziente, con il duplice risultato di incanalare al più presto il paziente verso un piano di intervento e di cura adeguato e personalizzato che non sempre prevede l’uso di farmaci. In questo modo, non solo si abbatterebbero i tempi di attesa fornendo un intervento precoce ma, soprattutto, si ridurrebbe l’utilizzo di psicofarmaci ai soli casi che medico e psicologo insieme ritengano necessari, con un considerevole risparmio sulla spesa sanitaria”.

Ecco, quindi, un ulteriore passo avanti nella ricerca e nella pratica per lo Psicologo di Base in provincia di Bari.

FONTE: Notiziario dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, N.13 Giugno 2014 – “Lo Psicologo di Base nello studio del medico: un’analisi dei bisogni sulla popolazione della provincia di Bari“, Anelli, Balenzano, Bufano, Elia, Gasparre, Mancini, Marzano, Palmieri, Zatton.

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