L’apprendimento: definizione e teorie.

Apprendimento definizione e teorie

Qual’è una possibile definizione di Apprendimento?

L’apprendimento è una modificazione comportamentale che consegue ad una interazione con l’ambiente ed il risultato di esperienze che conducono allo stabilizzarsi di nuove configurazioni di risposta agli stimoli esterni. E’, quindi, un evento che ha effetto sul comportamento.

Una definizione esaustiva di apprendimento consiste in una “modificazione relativamente permanente del comportamento che ha luogo per effetto dell’esperienza“.

Quali sono i più importanti approcci teorici sull’apprendimento?

Numerosi paradigmi teorici si sono concentrati sullo studio dell’apprendimento. Di seguito si illustreranno i due modelli maggiormente importanti: il condizionamento classico ed il condizionamento operante.

Il primo interesse verso l’apprendimento fu rivolto già da parte di Darwin, il quale lo identificò come uno dei meccanismi principali di sopravvivenza, in quanto permetteva al soggetto di adattarsi e rispondere positivamente alle molteplici e mutevoli richieste dell’ambiente. Secondo tale teorico l’apprendimento consisteva in un meccanismo specifico attraverso cui si giungeva alla modificazione di certi comportamenti preesistenti ed all’adozione di nuovo per potersi integrare all’ambiente di vita.

Un importantissimo contributo allo studio di tale tematica deriva da Pavlov ed il paradigma dell’apprendimento classico. Egli fu il primo a studiare la genesi dei meccanismi derivati di adattamento che fanno sì che uno stimolo neutro porti ad una risposta in cui entra in gioco il riflesso originario. Famosi sono stati gli esperimenti condotti sui cani in cui emerse la possibilità di attraverso uno stimolo neutro (campanello) una risposta specifica quasi identica a quella ottenuta con la somministrazione di cibo, ossia lo stimolo incondizionato ossia che per natura provoca quella risposta (salivazione).

Emerse, quindi, come l‘associazione continua dello stimolo neutro a quello incondizionato permetteva la trasformazione del primo in uno stimolo condizionato, ovvero in grado di provocare da solo la risposta originaria.

condizionamento classico pavlovVi sono, perciò, tre elementi:

SN – Stimolo Neutro, per esempio il campanello;
SI – Stimolo Incondizionato, che provoca una risposta incondizionata; per esempio il cibo provocava nel cane la salivazione;
SC – Stimolo Condizionato, ovvero lo stimolo neutro che presentato in contingenza allo SI provoca poi una RS – Risposta Condizionata.

Per condizionamento classico, infatti, si intende il processo di sostituzione dello stimolo in base al quale uno stimolo neutro acquista la capacità di produrre la risposta prodotta precedentemente dallo stimolo incondizionato.

Essenziale è, quindi, la fase del condizionamento in cui vi sarà un’associazione tra  Stimolo Neutro e Stimolo Incondizionato e perciò un’ “acquisizione” grazie alla quale lo Stimolo Neutro diverrà in grado di elicitare una Risposta Incondizionata, diventando perciò uno Stimolo Condizionato.

Un ulteriore paradigma di studio dell’apprendimento è quello del Condizionamento operante con i contributi essenziali di Thorndike e Skinner.

Thornkide introdusse, grazie ad esperimenti in cui dei gatti dovevano – per prove ed errori – uscire da una gabbia, la legge dell’effetto secondo cui: “delle varie risposte date alla medesima situazione, quelle che sono accompagnate o immediatamente seguite da soddisfazione saranno più saldamente connesse con la situazione in modo che quando essa si ripresenterà tali risposte ricorreranno con maggiore probabilità“. Emerge, quindi, come l’effetto di soddisfacimento derivante dalla risposta che porta al successo rende il suo verificarsi molto più probabile; al contrario l’effetto di insoddisfazione rende il ripetersi del comportamento più improbabile.

Egli introdusse anche la legge dell’esercizio, secondo la quale la ripetizione di una risposta diventa sempre più probabile quanto più spesso viene ripetuta.

Alla luce di quanto esposto un comportamento può essere appreso più facilmente se vengono applicate entrambe le precitate leggi, ovvero: ripetendo risposte che ricevono ricompense si ottiene il massimo dell’apprendimento.

All’interno di tale paradigma notevoli sono i contributi derivanti da Skinner, il quale, riallacciandosi agli studi di Thorndike ed utilizzando la Skinner Box introdusse il concetto di rinforzo. Egli notò che quando una risposta era seguita da un certo esito era più probabile che si ripetesse di nuovo, quindi: l’evento che rende più probabile il verificarsi della risposta è detto rinforzo. Questo può essere classificato in base alla valenza: positivo o negativo; ai bisogni su cui agisce; alle modalità di somministrazione.

E’ utile, infine, sottolineare come sia nei casi di apprendimento classico sia nei casi di apprendimento operante si possono riscontrare fenomeni di generalizzazione e discriminazione;:con la prima si intende la capacità del soggetto di reagire in modo simile a situazioni stimolo simili; con la seconda, invece, la capacità dell’individuo di rispondere diversamente a stimoli diversi. Ugualmente presente è il concetto di estinzione, ovvero: l’attuazione del comportamento senza rinforzo tende a far estinguere il rinforzo stesso; quindi, sottraendo il rinforzo inizia il processo di estinzione della risposta appresa.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close