La relazione terapeutica tra paziente e psicoterapeuta – Lo Psicologo Risponde.

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Molti si interrogano su quali siano le caratteristiche di una buona relazione terapeutica tra paziente e psicoterapeuta.

La relazione terapeutica tra paziente e psicoterapeuta, ovvero il come “relazionarsi con il paziente” è, non solo una tematica teorica importantissima, ma al tempo stesso un aspetto importantissimo della professione che si basa sulla “relazione di aiuto”. 

Difatti la qualità della relazione terapeutica non dipende e non si esaurisce nella sterile “applicazioni di tecniche”.

Ma come si configura la “relazione terapeutica tra paziente e psicoterapeuta” nell’approccio psicoterapeutico cognitivo comportamentale?

Sicuramente rispondere a tale domanda necessita di una premessa. Come attualmente intendiamo la relazione terapeutica, la modalità in cui essa nasce e si sviluppa, la sua funzione e le abilità e conoscenze che il terapeuta dovrebbe avere sono, sono influenzate dalla nostra cultura e dalle nostre credenze di concepire il mondo, la mente e le cause del disagio.

L’approccio cognitivo comportamentale vede tra i suoi principali autori Ellis e Beck.

Ellis sottolineava come fosse possibile intervenire sui problemi psicologici e sulle emozioni attraverso l’uso della ragione, nello specifico attraverso l’analisi e la riformulazione delle nostre cognizioni. Beck, inoltre, sosteneva come le nostre emozioni potessero essere influenzati dal nostro modo di interpretare gli eventi, o meglio dai nostri pensieri e spessissimo dai nostri “pensieri automatici”.

Cosa emerge quindi di utile per comprendere la relazione terapeutica?

Lo psicoterapeuta ponendo l’attenzione in maniera attenta e puntuale sui processi cognitivi del paziente potrebbe essere in grado di promuovere, grazie alla partecipazione attiva del paziente, dei processi di cambiamento.

Ma questo è bastevole?

Sicuramente non è l’unico aspetto della relazione terapeutica tra psicoterapeuta e paziente.

Moltissima importanza rivestono elementi quali l’ascolto attivo, l’empatia, l’accettazione che la configurano come “relazione di aiuto”.

Nelle fasi iniziali della terapia è importantissimo utilizzare adeguate modalità relazionali per far sentire il paziente “al sicuro”, libero di esprimersi ed al contempo motivato al suo percorso di cambiamento, per poter successivamente promuovere una “collaborazione reciproca” centrata sul raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Costruire una “buona relazione terapeutica” è il punto iniziale e di partenza per qualsiasi intervento psicoterapeutico.

Per costruire tale relazione è necessario “stabilirla”, “svilupparla” e “mantenerla”. Stabilire una buona relazione terapeutica significa tener conto delle aspettative, intenzioni, motivazioni e speranza del paziente.

Questo è possibile se, e sole se, la relazione sia connotata da empatia ed autenticità; dalla capacità di comprendere a livello affettivo – emotivo – cognitivo i vissuti e le esperienze del paziente.

Lo “sviluppare” e “mantenere” una buona relazione terapeutica è intimamente connesso all’apertura, alla fiducia ed all’impegno nell’esplorazione dei processi emotivo – cognitivi del paziente.

Una “buona relazione terapeutica” è, inoltre, contraddistinta dal concordare con il paziente degli obiettivi terapeutici che si intendono raggiungere con il trattamento. Tali obiettivi terapeutici devono essere condivisi da paziente e psicoterapeuta, ed inoltre devono essere monitorati nel tempo, al fine di valutarne o meno il raggiungimento.
Il tutto si svolge all’interno di un contesto collaborativo, che in quanto tale presuppone una attiva partecipazione del paziente al processo terapeutico di cui è protagonista.

In conclusione, una buona relaziona terapeutica è caratterizzata dalla presenza, dall’empatia, dall’accettazione e dalla genuinità del terapeuta, il quale inizialmente assolve una funzione di regolazione emotiva-affettiva per il paziente offrendogli un luogo sicuro per il proprio percorso di apprendimento ed auto esplorazione; che poi in un secondo momento della terapia deve consentire al paziente di interiorizzare una regolazione emotiva autonoma, imparando a regolare da solo i propri stati affettivi.

Una buona relazione terapeutica è caratterizzata da fiducia ed empatia e da un clima avalutativo e collaborativo dove il paziente non è passivo, al contrario costruttore attivo del proprio processo di cambiamento.

Bibliografia:

La relazione terapeutica in terapia cognitivo comportamentale” – Eclipsi, 2009.

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