Teoria dell’Attaccamento in pillole!

342042C.TIF

Tutti noi, dalla nascita alla morte, siamo al massimo della felicità quando la nostra vita è organizzata come una serie di escursioni, lunghe o brevi, dalla base sicura fornita dalle nostre figure di attaccamento
Bowlby, 1988.

Il modello dell’attaccamento fu introdotto da Bowlby in seguito a studi condotti sulla deprivazione materna ed anche grazie ai contributi dell’etologia e del metodo osservativo, tramite lo studio delle interazioni madre-cucciolo e madre-bambino.

La sostanziale novità, rispetto al paradigma analitico freudiano precedente consiste proprio nel attribuire all’essere umano un nuovo sistema motivazionale principale, diverso dalle pulsioni di vita e di morte, ovvero il “Sistema di attaccamento”.

Ma in cosa consiste la teoria dell’attaccamento?

Semplicisticamente tale teoria potrebbe essere spiegata tramite l’evidenza secondo cui il bambino gode della vicinanza della propria figura di accadimento ed è a disagio, invece, in caso di lontananza.

Bowlby sottolinea come proprio a partire dalle interazioni madre-bambino si venga strutturare il sistema di attaccamento. A seguito di tali interazioni emerge come la funzione principale della madre sia quella di fornire al bambino una “base sicura“, ovvero di farlo sentire protetto, di consolarlo e proteggerlo tempestivamente ed adeguatamente. Infatti solo se il bambino si sentirà “sicuro” sarà in grado successivamente di esplorare l’ambiente circostante.

Ciò che viene ad essere sottolineato è proprio il ruolo primario e la funzione biologica legata alla sopravvivenza dei legami affettivi; difatti importantissima risulta essere l’influenza della figura principale di attaccamento, soventemente rappresentata dalla madre, nel plasmare lo sviluppo del bambino.

Volendo essere maggiormente specifici, la teoria dell’attaccamento è una teoria “spaziale” in quanto il bambino quando è vicino a chi ama, si sente bene, quando invece è lontano diviene ansioso, triste e solo.

Al fine di comprendere meglio tale teoria è utile porre una iniziale distinzione terminologica tra “attaccamento”, “comportamento di attaccamento” e “sistema di attaccamento”.

L’ “attaccamento” è un termine generale che si riferisce allo stato di attaccamento del soggetto, che come vedremo in seguito può essere definito come “sicuro” o “insicuro”.

Il “comportamento di attaccamento” risulta essere una qualsiasi forma di comportamento che appare in una persona che riesce a ottenere o a mantenere la vicinanza con il proprio individuo “preferito” o figura di riferimento significativa. Tale comportamento è innato e specifico ed assolve ad una funzione importantissima, ovvero mantenere per il bambino la vicinanza con la madre e quindi proteggere dai pericoli. Esso infatti viene innescato dalla separazione e/o dalla minaccia della separazione e viene eliminato dalla vicinanza. Il comportamento di attaccamento si può, inoltre, manifestare con comportamenti di segnalazione tipici, quali ad esempio il pianto, e/o con comportamenti di accostamento, quali l’avvicinarsi alla propria figura significativa.

Il “Sistema di attaccamento” rappresenta il modello del mondo in cui vengono rappresentati il se, gli altri significativi e le loro interrelazioni con il soggetto.

Infine sembra doveroso sottolineare come la “relazione di attaccamento” sia connotata da tre elementi:

  • Ricerca della vicinanza ad una figura preferita.
  • Effetto base sicura, ovvero la madre, o comunque la figura di riferimento principale viene usata dal bambino come “trampolino” per la curiosità e l’esplorazione. 
  • Protesta per la separazione.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close