Comunichiamo di più con il corpo che con le parole.

Comunichiamo di più con il corpo che con le parole.

Sei sull’autobus o in metropolitana ed accanto a te vedi tante altre persone, le une accanto alle altre, silenziose che si lasciano trasportare. La tua attenzione è colta da un bambino. Un bambino in un passeggino guarda con diffidenza i suoi compagni di viaggio, sopracciglia crucciate. Si gira verso la mamma in cerca di rassicurazione ed allunga la sua piccola mano. Stringe la mano della mamma ed improvvisamente si rilassa.

Una coppia si abbraccia, lei strofina le braccia di lui con le mani, lui accarezza il viso di lei.

Una donna di mezza età, in un luogo affollato, sporge il gomito verso un giovane accanto a lei per regolarne la distanza.

Ricercatori e psicologi hanno a lungo illustrato come le nostre emozioni ed i nostri desideri passino anche, ed a volte soprattutto, attraverso la comunicazione non verbale: la postura, i movimenti e le espressioni.

Ma è possibile comunicare ed interpretare il contenuto emotivo attraverso il tatto?

In una serie di studi, Hertenstein aveva già dimostrato che abbiamo una innata capacità di decodificare le emozioni tramite il tatto. Attraverso il tatto, infatti, riusciamo ad inviare e ricevere messaggi comunicativi ed emozioni, come rabbia, paura, amore, felicità, tristezza, …

Altre conferme a questo studio sono arrivate dalla Spagna e dall’Americo.

Quindi sembriamo programmati per interpretare il “tocco” dei nostri simili, ovvero il tatto ci aiuta a comunicare e spesso con il tatto si comunica più forte che con le parole.

Il tatto è un modo più sfumato, sofisticato ma comunque più forte, diretto e veloce per comunicare le nostre emozioni.

Pensiamo anche a quanto sia più veloce come modo di comunicare.

“Se sei a portata di mano, è spesso il modo più semplice per segnalare qualcosa”. Pensiamo, difatti, se stiamo attraversando la strada con accanto un amico, all’improvviso sbuca una macchina; la prima cosa che facciamo non è parlare al nostro amico per dirgli di spostarsi, ma toccarlo per spingerlo fuori dal pericolo.

Oppure a quanto sia diretta l’emozione che comunichiamo quanto prendiamo per mano il nostro compagno o la nostra compagna.

Si può imparare la lingua del tatto? Si può imparare il linguaggio non verbale?

Sicuramente possiamo affinare sempre di più la nostra capacità di comunicare con il tatto, con il non verbale e soprattutto di comprendere come anche gli altri comunicano con noi.

In tal senso, nasciamo già predisposti, pensiamo all’inizio quanta importanza abbia il tatto, il contatto e la comunicazione non verbale tra madre e bambino. Oppure mano man che il bambino cresce a come inizi ad esplorare il mondo attorno a sé proprio attraverso il tatto.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close