Tecnologia e cellulare? Che stress!

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Questo articolo nasce come spunto di riflessione  in seguito alla lettura dei risultati di una ricerca condotta dal Prof. Daniel Kruger sull’uso dei cellulari e su come, spesso, il vedere altre persone accanto a noi che stanno utilizzando il cellulare, controllando una notifica, leggendo un messaggio ci porti, un pò per imitazione, a fare lo stesso.

Computer, email, internet, wi-fi, facebook, smartphone, social network, messenger, link, notifiche, applicazioni….

I nuovi media, la “Tecnologia” oramai è diventata pane quotidiano per piccoli ed adulti.

Tutti siamo presi telefoni e telefonini che ci consentono di essere “Always Connect” –  sempre in contatto –  con i nostri amici, sempre connessi e sempre operativi, disponibili e rintracciabili.

Sembra essere un fenomeno globale ed inarrestabile.

Da un lato tale realtà porta con se aspetti positivi: possiamo lavorare a distanza, sentire le persone a noi care con facilità, essere maggiormente informati su ciò accade intorno a noi.

Tuttavia, come in tutte le cose, vi è un risvolto della medaglia: è possibile che tale “Ipertecnologia” porti con se dei risvolti negativi?

Già nel 1984 Brod parlava di “Tecnostress”.

Cos’è il tecnostress?

Un disagio causato dall’incapacità di affrontare le nuove tecnologie del computer in modo sano. Si manifesta in due modi distinti: nello sforzo di accettare la tecnologia informatica e, nella forma più specifica di iper-identificazione con la tecnologia informatica”.

Successivamente nel 2004 la Società Italiana di Psicopatologia in un articolo scientifico “Valutazione dei disagi arrecati dall’informatica – La validazione italiana della Computer Tecnology Hassles Scale” rendeva nota la validazione di una scala per misurare lo stress legato all’uso del computer, ovvero una scala che potesse fornire una misura globale dello stress e dei “fastidi” derivanti dalla tecnologia informatica.

Nel frattempo, nell’arco di 8 anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante ed accanto al computer, amico inseparabile, si è affiancato il telefonino e lo smartphone.

In merito a quest’ultimo i ricercatori dell’Università di Worchster hanno sottolineato la possibile presenza di “Stress da social networking e da smartphone” caratterizzata da ansia, irritabilità e comportamenti ossessivi di controllo del telefono e controllo delle notifiche e dei commenti ricevuti.

Scaturisce da qui una riflessione: è possibile che tali nuove forme di tecnologia possano aumentare lo stress di chi li possiede?

Lo stress da social networking spinge il soggetto a controllare ossessivamente il suo telefonino per vedere se abbia o meno ricevuto messaggi, notifiche, aggiornamenti, commenti ai propri stati, richieste di amicizia e cosi via.

Tutto ciò da un lato potrebbe scaturire in una forma di dipendenza (come del resto già accaduto con l’internet addiction), dall’altro lato, tuttavia, potrebbe portare al vivere una confusione tra le relazioni reali, sociali e personali e quelle virtuali.

Sebbene a tali nuove forme di tecnologia e comunicazione sono legati elementi importanti, quali: sentimenti, emozioni, aspettative, frustrazioni,.. l’uso eccessivo potrebbe portare a vere forme di stress e di disagio caratterizzato da:

  • ansia
  • pensieri e comportamenti ossessivo compulsivi
  • irritabilità
  • emicrania
  • disturbi del sonno
  • dipendenza

Alla luce di ciò sarebbe forse auspicabile un uso “moderato” ed un”ritorno all’antico” a forme di relazione autentiche, partecipate e “vis a vis”?

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