Stalking: una nuova forma di violenza?

Lo stalking una nuova forma di violenza

Lo Stalking rappresenta un fenomeno nuovo.

I comportamenti costitutivi dello stalking esistono da tempo, ma solo recentemente, verso la fine degli anni 80, sono stati riunificati e classificati sotto tale nome.

Prima dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 23 Febbraio 2009, n.11 il fenomeno dello stalking era perseguito contestando il reato di “violenza privata aggravata” (artt. 81, 610, 61 art n. 1 e 5 codice penale) e/o “maltrattamenti in famiglia” (art. 572 c.p.) e/o molestie (art. 660 c.p).

Ciò induce una importante riflessione: lo stalking è inserito nella macrocategoria della violenza ed al suo interno è possibile riscontrare echi e riflessi che vanno dalla violenza fisica a quella psicologica.

Per comprendere meglio il succitato fenomeno, risulta doveroso descrivere cosa sia la violenza ed in quali modalità si manifesti.

L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS 2002) con il termine violenza intende “l’uso intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, altre persone o contro un gruppo o una comunità, da cui conseguono o da cui hanno una alta probabilità di conseguire lesioni, morte, danni psicologici, compromissioni nello sviluppo e deprivazioni”.

Sebbene la definizione risulti essere esaustiva si ricorda che la violenza si esplica in varie tipologie di comportamenti e soventemente le diverse forme di violenza non si presentano mai in maniera isolata.

Tra le succitate forme si evidenziano: la violenza fisica, la violenza psicologica, la violenza sessuale, la violenza assistita e la violenza economica.

Con violenza fisica si intende una qualsiasi forma di intimidazione o di azione in cui vengano esercitati comportamenti come picchiare, calciare, schiaffeggiare, intimidire, bruciare con le sigarette,… E’ doveroso sottolineare come la stessa violenza fisica sia sempre accompagnata anche dalla violenza psicologica.

La violenza psicologica, difatti, si esplica in condotte, quali lo svalorizzare e l’umiliare, il trattare l’altro come un oggetto, il manipolare, il controllare, il privare l’altro dei propri contatti sociali e dei propri interessi. Il maltrattamento psicologico induce la vittima a pensare di esser priva di valore, il più delle volte ciò avviene attraverso comportamenti ed atteggiamenti che si insinuano gradualmente all’interno della relazione, ragione per cui sono spesso “invisibili agli occhi della vittima stessa” che non si rende conto di ciò che in realtà stia subendo.

Un ulteriore tipologia di violenza è quella sessuale, definita dall’ OMS (2002 – Rapporto mondiale su violenza e sanità”) come un qualsiasi atto sessuale, o tentativo di atto sessuale, commenti o avances sessuali non desiderate, o traffico sessuale, contro una persona con l’uso della coercizione. Quest’ultima può avvenire sia in maniera fisica, sia attraverso l’intimidazione e le minacce. Tale tipologia di violenza può essere agita da qualsiasi persona, conosciuta o estranea, indipendentemente dalla relazione che ha con la vittima, ed in qualsiasi ambito da quello familiare a quello lavorativo.

Infine all’interno della macrocategoria della violenza è riscontrabile quella economica, ovvero ogni forma di privazione o controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica di una persona. Essa include comportamenti quali: costringere il soggetto a spendere il proprio stipendio, mantenere volontariamente il soggetto in una situazione di deprivazione economica continua, costringere il soggetto ad indebitarsi,…

Alla luce di quanto precedentemente esposto lo stalking si configura quindi come una “nuova” forma di violenza, inglobante al suo interno elementi tipici di altre forme di violenza che vanno da quella psicologica a quella fisica.

2 Responses to Stalking: una nuova forma di violenza?

  1. L'Abbate Cristina scrive:

    Sono vittima di tutte le forme di violenza descritte sopra . Ho detto basta ho chiesto la separazione ed a quel punto si è scatenato il putiferio ! E’ cominciata la persecuzione durata piu’ di due anni e denunciata almeno una dozzina di volte ! L’individuo non è ancora stato rinviato a giudizio , mentre io ho dovuto…. cambiare paese , numero di telefono , abitudini , sono stata allontanata dalla mia famiglia di origine perhè minacciati anch’essi dal mio ex marito ! Quindi alla fine ti rimane solo il deserto intorno , perchè nessuno fa’ niente per te , nemmeno i centri antiviolenza !

    • Dott.ssa Claudia Distefano scrive:

      Gent.le Cristina soffrire forme di violenza è un’esperienza devastante.
      Mi spiace molto che nel suo territorio non abbia trovato persone, centri antiviolenza e/o servizi in grado di aiutarla e soprattutto di supportarla nella delicatissima fase di denuncia e soprattutto nella successiva fase del “dopo denuncia”, che penso sia ancora più difficile.
      Comunque è stata bravissima a denunciare ed ad affrontare tutto il percorso, sebbene da sola.
      Spero che nel futuro la vita le riservi serenità.
      Un caro saluto.
      Dott.ssa Claudia Distefano

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