Il Disturbo Ossessivo Compulsivo e le relazioni.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo e le relazioni

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo si manifesta a volte con una sintomatologia relativa alle relazioni.

Giovanna è una donna di 37 anni, sposata. Chiama per un consulto e riferisce: “non so più che cosa fare, sono spaventata e preoccupata che mio marito possa lasciarmi. Ogni volta che ritorna a casa non faccio altro che domandargli dove sia stato, con chi abbia parlato e di cosa. Anche se lui mi risponde, io penso sempre che possa lasciarmi e che possa non amarmi più”. Questo oramai accade da anni e la signora Giovanna pur sentendosi rispondere dal marito in senso affermativo, non riesce a smettere di domandargli del suo amore, di chiedere certezze e rassicurazioni e di pensare di non essere corrisposta nei sentimenti. Afferma: “so che con queste continue domande non faccio altro che allontanarlo, ma non riesco proprio a smettere”.

Giovanna soffre di un Disturbo Ossessivo Compulsivo, un disturbo ansioso caratterizzato dalla presenza di pensieri intrusivi e persistenti, e da compulsioni messe in atto al fine di scongiurare le conseguenze negative associate a tali pensieri intrusivi.

Una tipologia di Disturbo Ossessivo Compulsivo è quella centrata sulle relazioni.

In tale tipologia i pensieri intrusivi, le preoccupazioni ed eventuali compulsioni sono incentrate, appunto, su una relazioni sentimentale e si mostrano con una intensità e frequenza così elevate da andare a limitare il funzionamento sociale, relazionale e lavorativo della persona stessa.

Dubbi e paure sulla relazione con il proprio partner sono spesso molto frequenti, soprattutto nelle fasi iniziali delle relazioni dove rispecchiano i momenti di reciproca conoscenza ed “accomodamento”, oppure in relazioni, al contrario, connotate da conflittualità.

Tuttavia tali dubbi e paure che si potrebbero definire “naturali” sono diverse da quelle che si manifestano in caso di un Disturbo Ossessivo Compulsivo centrato sulle relazioni.

Nel Disturbo Ossessivo Compulsivo centrato sulle relazioni, infatti, tali paure e dubbi sono caratterizzate dall’essere pensieri:

  • Intrusivi
  • Di elevata intensità e frequenza
  • Ego – distonici
  • Che causano una menomazione nel funzionamento globale della persona

Tali pensieri intrusivi sono, appunto, non voluti dalla persona che li esperisce, spesso intollerabili ed altrettanto spesso contraddicono l’esperienza reale della relazione. Si possono racchiudere in: Io so che il mio partner mi ama, ma devo per forza controllare che sia così“.

Come accade nelle altre tipiche forme di un DOC, le intrusioni sono vissute come delle vere e proprie interruzioni nel proprio flusso di pensiero; le ossessioni appaiono esagerate ed irrazionali in relazione all’evento, così tanto da provocare ansia estrema e conseguenti comportamenti per neutralizzarla, come il controllo e la richiesta continua di rassicurazione.

Tutto ciò, indubbiamente, compromette la qualità della vita ed anche la qualità della stessa relazione con il partner.

La relazione, difatti, si caratterizza per una continua ricerca della perfezione, per dubbi continui sui sentimenti del partner e per l‘intolleranza verso l’incertezza; tre aspetti cardine del Disturbo Ossessivo Compulsivo.

I comportamenti ossessivo – compulsivi si esplicano lungo tre dimensioni:

  1. I propri sentimenti verso il partner – “Valuto e mi chiedo continuamente se amo veramente il mio partner?
  2. I sentimenti del partner verso sé stessi – “Ma mi ama veramente?“.
  3. La correttezza ed esattezza della relazione – “Controllo e ricontrollo se ma mia relazione va bene?

Tali pensieri intrusivi mettono in pericolo la visione che il soggetto ha di sé stesso e portano con sé immagini di conseguenze negative e catastrofiche; base, poi, dell’escalation di comportamenti disfunzionali di controllo e rassicurazione.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo centrato sulla relazioni può essere efficacemente affrontato attraverso la psicoterapia cognitivo comportamentale, come dimostrato dalla ricerca scientifica, al fine di giungere non solo ad una significativa riduzione sintomatologica ma anche di giungere ad una maggiore consapevolezza del proprio stile relazionale e delle proprie esperienze emotivo – affettive.

Bibliografia:

Relationship – centred obsessive – compulsive phenomena“, Doron, Talmor & All. – Psicoterapia Cognitivo e Comportamentale, Vol.18, n.1, 2012

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