Ho avuto un attacco di panico? Riconoscerlo ed combatterlo!

Ho avuto un attacco di panico

L’attacco di panico.
Stress, ansia, umore depresso ed attacchi di panico sembrano essere diventati oramai fenomeni molto frequenti nella nostra realtà.

Ma che cosa è l’attacco di panico?

E come si manifesta un attacco di panico?

Per spiegarlo al meglio riporto un caso, per cosi dire “didattico”, tratto da “DSM-IV-TR Casi clinici. Applicazioni cliniche del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”.

M.M. è un’affascinante ed elegante ragazza di 25 anni, direttrice artistica di una rivista commerciale, la quale si presenta ad una clinica per l’ansia dopo aver letto il programma della clinica su un giornale. Sta cercando un trattamento per gli “attacchi di panico” che si sono manifestati con frequenza crescente nell’anno passato, spesso 2 o 3 volte al giorno. Questi attacchi iniziano con un’improvvisa, intensa ondata di “paura orribile” che sembra uscire dal niente, talvolta durante il giorno, qualche volta al risveglio. Inizia a tremare, ha la nausea, suda profusamente, ha la sensazione di soffocare e ha paura di perdere il controllo, di fare qualcosa di folle, come correre urlando per la strada. Ricorda che la prima volta che ha avuto questi attacchi frequentava la scuola superiore. Usciva con un ragazzo che i suoi genitori disapprovavano e doveva agire di nascosto per evitare scontri con loro. Allo stesso tempo, si trovava sotto pressione, in quanto era disegnatrice principale dell’annuario della scuola e stava facendo domanda a un’università dell’Ivy League. Ricorda che il primo attacco di panico si era manifestato subito dopo che l’annuario era andato in stampa e dopo che era stata accettata alle università di Harward, Yale e Brown. Gli attacchi duravano solo pochi minuti e lei “resisteva fino alla fine”. Era abbastanza preoccupata da parlarne con sua madre, ma poiché, a parte questo, era perfettamente in salute, non aveva cercato di sottoporsi a trattamento. M. ha avuto attacchi di panico intermittenti negli 8 anni successivi al primo; talvolta passavano molti mesi senza che ne avesse, ma qualche volta, come in questo periodo, ne aveva parecchi ogni giorno. Ci sono state estreme variazioni nell’intensità degli attacchi, e alcuni sono così gravi e debilitanti da farle prendere un giorno di riposo al lavoro. M. ha sempre reso molto bene a scuola, sul lavoro e nella vita sociale, a parte gli attacchi di panico e un breve periodo di depressione all’età di 19 anni, quando interruppe una relazione sentimentale con un ragazzo. È una persona vivace, socievole, rispettata dai suoi amici e dai colleghi, sia per la sua intelligenza e creatività sia per la sua capacità di fare da mediatrice nelle dispute. M. non ha mai limitato le sue attività, perfino nel periodo in cui aveva frequenti attacchi di panico, sebbene a volte rimanesse a casa dal lavoro per un giorno perché era sfinita dai molteplici attacchi. Non ha mai associati gli attacchi con situazioni particolari. Riferisce, ad esempio, di poter avere un attacco a casa nel suo letto, come nella metropolitana, e quindi non ha motivo di evitare la metropolitana. Se ha un attacco in metropolitana, in un supermercato, o a casa sua, dice “Io resisto”.

Nel caso riportato vengono descritti i classici sintomi di un attacco di panico.

Esso colpisce imprevedibilmente con paura improvvisa e con sintomi caratteristici dell’aruosal vegetativo: sudorazione, tremore, nausea e senso di soffocamento, tutti abbastanza gravi da far temere di perdere il controllo.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali – DSM-IV-TR – l’attacco di panico è così descrivibile:

Un periodo definito di intensa paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nell’arco di dieci minuti

  • palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia;
  • sudorazione;
  • tremori o scosse;
  • dispnea o sensazione di oppressione;
  • sensazione di soffocamento;
  • dolore o fastidio al petto;
  • nausea o disturbi addominali;
  • sensazione di sbandamento, instabilità, stordimento o svenimento;
  • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere staccati a se stessi);
  • paura di perdere il controllo o di impazzire;
  • paura di morire;
  • parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio);
  • brividi o vampate di calore.

L’esordio del Disturbo avviene all’improvviso durante lo svolgimento delle abituali attività quotidiane: i sintomi fisici sono accompagnati da ansia acuta e grave, senso di forte apprensione e di intensa paura, a volte con sensazione di morte imminente e desiderio impellente di allontanarsi dal luogo nel quale ci si trova. Questa esperienza penosa e sconvolgente rimarrà impressa nella memoria tanto da permettere al soggetto di rievocarla e descriverla con estrema precisione anche a distanza di molto tempo.

L’attacco di panico è sicuramente uno dei disturbi più diffusi tra quelli della sfera ansiosa. Fortunatamente, al contempo, è anche un disturbo gestibile e soprattutto “curabile” attraverso specifici programmi psicoterapeutici.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close