Disturbi Specifici dell’Apprendimento: definizione e caratteristiche.

Disturbi Specifici Apprendimento

Sentiamo sempre più spesso parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ma cosa sono? Quali le loro caratteristiche distintive?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, o learning disabilities rappresentano, come afferma Hammil  “un gruppo eterogeneo di disturbi manifestati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, presumibilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale. Possono manifestarsi con problemi nei comportamenti di autoregolazione, nella percezione sociale e nell’interazione sociale, anche se questi non sono di per sé causa del disturbo. Essi possono verificarsi in concomitanza con altri fattori di handicap o con influenze estrinseche (culturali, istruzione ecc.) ma non sono il risultato di quelle condizioni o influenze” (Hammil 1990, p.77).

I disturbi dell’apprendimento si differenziano dalle Difficoltà di Apprendimento, le quali  interessano gli aspetti generali che uno studente incontra durante la sua carriera scolastica, rappresentano, quindi, l’insieme dei ritardi o rallentamenti tipici di quei ragazzi che hanno un basso rendimento in tutte le materie scolastiche, o che, per esempio, non riescono ad integrarsi bene nel gruppo, che fanno molte assenze o che accumulano una serie di bocciature.

In sintesi mentre i disturbi di apprendimento si manifestano in specifici settori (scrittura, lettura, calcolo), le difficoltà d’apprendimento individuano un disturbo generalizzato presente in più aree disciplinari.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento si caratterizzano generalmente per la lentezza nell’elaborazione dello stimolo e per un ritmo lento di apprendimento. Gli aspetti psicologici con cui si manifestano sono una spiccata tendenza alla demotivazione, da cui deriva una percentuale alta di abbandono scolastico,  una scarsa autostima, un limitato senso di auto-efficacia e deficit nelle abilità sociali.

I principali sistemi di classificazione sono il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV) e la classificazione internazionale delle malattie (ICD 10), i quali nonostante siano oggetto di costanti revisioni, garantiscono alcuni elementi minimali di linguaggio comune (Cornoldi, p. 29, 2007).

In tale sede si prenderà in considerazione il DSM-IV – Manuale  e Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

Secondo il DSM-IV “I Disturbi dell’Apprendimento vengono diagnosticati quando i risultati ottenuti dal soggetto in test standardizzati, somministrati individualmente, su lettura, calcolo, o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età (inferiore di almeno due anni in rapporto all’età cronologica e/o l’età mentale), all’istruzione e al livello di intelligenza. I problemi di apprendimento interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo, o di scrittura” (DSM-IV, APA, 1995).

        I criteri di classificazione condivisi sui quali è necessario riportare attenzione sono:

  1. Distinzione in base al tipo di abilità compromessa (lettura, scrittura, calcolo), e quindi l’analisi dei processi;
  2. Esame del deficit di sviluppo, non perdita di una abilità acquisita;
  3. Discrepanza del livello della prestazione rispetto al livello atteso, definita dall’età cronologica e dal QI (si parla di Disturbo dell’Apprendimento solo se la prestazione scolastica effettivamente si discosta in maniera significativa da quella attesa, e quindi la discrepanza deve essere superiore a 2DS tra rendimento e QI).

Secondo Cornoldi (1991, pp.19-22) il criterio della discrepanza è quello più comunemente accettato per l’individuazione di un disturbo specifico d’apprendimento, secondo il quale vi deve essere una differenza tra una stima delle abilità intellettive generali del soggetto, di solito elevate,  e l’effettivo successo scolastico, inferiore. Un altro criterio importante è quello della disomogeneità, per cui il profilo di competenze dimostrate dal soggetto può risultare disomogeneo nei diversi ambiti disciplinari d’apprendimento; ad esempio il soggetto può avere buone prestazioni nelle discipline linguistiche, ma non in quelle matematiche, oppure anche nell’ambito della stessa disciplina può presentare difficoltà specifiche solo in alcuni settori, ad esempio avere buone competenze nel calcolo ma inadeguate abilità di soluzione dei problemi. Inoltre si deve considerare la deviazione rispetto al proprio gruppo di riferimento, cioè a quel gruppo che ha ricevuto stimolazioni educative simili (e quindi alla classe di appartenenza); il ritardo rispetto alla propria fascia scolastica, per cui la prestazione del bambino deve essere comparabile a quello di bambini di una fascia scolastica inferiore di 18 mesi (per la scuola elementare)o di 24 mesi (per la scuola media e media superiore) rispetto alla propria ( Cornoldi, p. 17, 2007).

Tra i Disturbi dell’apprendimento nel DSM-IV sono riportati:

  1. Disturbo Specifico di Lettura: un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.
  2. Disturbo Specifico della Scrittura: esso può manifestarsi o come “disortografia”, ovvero un disturbo specifico di scrittura che riguarda la componente linguistica di transcodifica, oppure come “disgrafia”, ovvero un disturbo specifico di scrittura che riguarda la componente motoria.
  3. Disturbo specifico del Calcolo: esso si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento portano il bambino ad avere, poi, nel contesto scolastico diverse difficoltà; queste possono andare dalla difficoltà nella copia dalla lavagna alla difficoltà ad utilizzare armoniosamente lo spazio del foglio; dalla difficoltà a riconoscere i diversi caratteri tipografici alla confusione e sostituzione di numeri e lettere; dalla difficoltà ad imparare le tabelline a quella di memorizzare le procedure delle operazioni aritmetiche.

Una volta effettuata una accurata diagnosi si può procedere all’intervento vero e proprio. L’intervento di trattamento può essere o riabilitativo, ovvero finalizzato al miglioramento delle abilità di base, al potenziamento delle strategie ed al miglioramento dell’approccio al compito ed alle difficoltà; oppure il più delle volte compensativo, ovvero finalizzato all’adozione di strumenti compensativi e misure dispensative che propriamente non risolvono il problema, ma consentono al bambino di contenerlo, compensarlo ed aggirarlo, quindi in ultima istanza permettono all’alunno di raggiungere, in relazione alle potenzialità personali,  gli obiettivi di apprendimento.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close