Disturbi del Comportamento Alimentare: caratteristiche e come riconoscerli.

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Il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) riporta tre categorie di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Non Altrimenti Specificati (NAS).

I Disturbi del Comportamento Alimentare presentano alcune caratteristiche distintive.

Ma come riconoscere l’Anoressia o la Bulimia?

Per fare diagnosi di Anoressia sono imprescindibili dei criteri specifici: il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per età e statura, un’intensa paura di acquistare peso anche quando si è sottopeso, l’eccessiva influenza di peso e forma corporea sul livello di autostima e l’amenorrea, ovvero l’assenza di almeno tre cicli mestruali.

La Bulimia, in cui allo stesso modo i livelli di autostima sono influenzati dalla forma del corpo e dal peso, è caratterizzata invece da ricorrenti abbuffate e condotte compensatorie (vomito autoindotto, uso di lassativi/clisteri/diuretici, eccessiva attività fisica) per prevenire l’aumento di peso, che si verificano in media almeno due volte a settimana per tre mesi.

Un’abbuffata consiste nel mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed è contraddistinta dalla sensazione di perdere il controllo durante l’episodio, ad esempio dalla percezione di non riuscire a smettere.

Le abbuffate sono condotte in solitudine per il senso di vergogna che provocano nelle pazienti, le quali voracemente consumano grandi quantità di cibo per raggiungere un senso di sollievo che poi sfocia in un enorme senso di colpa e di fallimento.

Nei NAS rientrano tantissimi casi che non soddisfanno tutti i criteri per fare una diagnosi di Anoressia o Bulimia “pura”.

Ad esempio molte pazienti anoressiche hanno il ciclo mestruale, e molte pazienti bulimiche si abbuffano e compensano meno frequentemente. Infatti la percentuale di pazienti NAS è più elevata rispetto a quella di pazienti anoressiche, quasi sempre perché non viene soddisfatto il criterio dell’amenorrea.

Attualmente assente nel DSM ma ormai riscontrata nella pratica clinica una quarta categoria, il Binge Eating Disorder (BED) o Disturbo da Alimentazione Incontrollata, dove gli episodi sono associati a precisi criteri: mangiare molto più rapidamente del normale, fino a sentirsi spiacevolmente pieni, mangiare grandi quantità di cibo anche se non affamati, da soli per imbarazzo e disgusto verso se stessi. Il soggetto, il quale esperisce un marcato disagio, non ricorre a condotte compensatorie, infatti è sempre presente in questi casi una condizione di sovrappeso. Inoltre si riscontra tra le persone più adulte. Per la diagnosi di BED, gli episodi devono essere presenti almeno due volte a settimana per sei mesi.

Come è chiaro, il nucleo comune all’interno della psicopatologia specifica dei DCA è rappresentato da una eccessiva valutazione della forma del corpo del peso e del loro controllo e questo è vero soprattutto nelle prime tre categorie.

È importante ricordare che l’anoressia solitamente ha esordio in adolescenza mentre la bulimia è più tardiva e in una paziente su quattro, per un periodo di malattia, sono stati soddisfatti i criteri per l’anoressia, dimostrando che molte pazienti migrano da un dca all’altro, riflettendo che questo tende ad esordire con la restrizione dietetica ma il controllo può prima o poi essere destinato a fallire per l’estrema rigidità da cui si nutre. Questo ha portato ad una visione trandiagnostica che considera i Disturbi del Comportamento Alimentare come un’unica categoria e non disturbi separati, e col tempo ad implementare delle tecniche mirate a smantellare i fattori di mantenimento che perpetuano il disturbo fino a renderlo automatico se non trattato.

Dott.ssa Monica Lasaracina

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