Ansia: capire cosa è per poterla gestire.

ansia capire cosa è per poterla gestire

Attualmente nella realtà quotidiana molte persone sono “ansiose”, vi sono poi alcune persone che lo sono di più di altre ed, infine,  altre ancora lo sono tanto da condurre una vita stressante.

Se l’ansia è presente ma appena accennata, non disturba e può essere accettabile ed utile, se al contrario è troppo marcata allora assorbe energie psichiche e diviene limitante. 

Ma cosa è l’ansia?

L’ansia in condizioni “normali” è uno stato di attivazione, di carica psicologica e organica che consente all’individuo di affrontare i problemi quotidiani con la grinta necessaria per la loro risoluzione; è, quindi, una tensione positiva, creativa…. Essa si può definire come una tensione o irrequietezza che, in primo luogo, nasce dal sentire un pericolo imminente, ma vago e di origine sconosciuta, in secondo luogo, è accompagnata da una iperattivazione fisiologica ed organica che dovrebbe teoricamente permettere di affrontare il pericolo rilevato.

Ma l’ansia è positiva o negativa?

L’ansia può essere analizzata da un duplice punto di vista: uno positivo ed un altro, al contrario, negativo.

L’accezione positiva si riferisce all’ansia “normale”, intesa come una piccola porzione di ansia sempre presente, anche se in maniera più o meno sfumata, nella nostra vita quotidiana, che si fa sentire in maniera più o meno lieve per avvertirci che qualcosa non va in svariate situazioni. Tra queste si rilevano, per esempio, i momenti di attesa, i momenti di confronto con le novità (l’inizio di un nuovo lavoro, il cambiamento di abitazione, il matrimonio), i momenti di raffronto a situazioni di malattia e/o morte.

L’accezione negativa, invece, pone l’enfasi sulla patologia. L’ansia diviene patologica quando fa sentire deboli e dipendenti dagli altri, quando si manifesta come un forte disagio interiore accompagnato da un senso di impossibilità a condurre una vita normale. Nonostante tutto anche nell’ambito della patologia si riscontrano notevoli differenze di grado, in primo luogo perché la capacità di sopportare una certa dose di ansia è relativa e cambia da persona a persona, ed in secondo luogo anche perché le singole reazioni individuali sono tra loro differenti.

Quali sono i sintomi dell’ansia?

Mi sembra utile, infine, riportare alcuni dei sintomi tipici dell’ansia:

1) A livello emotivo: tensione, stato di allarme ingiustificato, minore capacità di attenzione e/o concentrazione, insoddisfazione di sé, disturbi del sonno, disperazione e perdita di gioia di vivere, incapacità di fare piani per il futuro,…
2) A livello organico: debolezza, abbondanti sudorazioni, capogiri e/o vertigini, disturbi visivi e /o ronzio alle orecchie,cefalea, tremori, tachicardie,…
3) A livello comportamentale: peggioramento dei rapporti socio-affettivi, tendenza all’isolamento, agitazione, suscettibilità, irrequieto tamburellare con le dita e coi piedi, irrequieto passeggiare avanti e dietro, eccessivo consumo di sigarette, alcol,…

 

 

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