Ansia? Basta! Mettiamo l’ansia K.O.

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Ansia…

Tachicardia, sudorazione, crampi, giramenti di testa, sensazione di “fiato corto”, preoccupazioni, paura di non saper fronteggiare le situazioni, inquietudine, difficoltà di concentrazione e memoria sono tutte espressioni di uno stesso fenomeno: l’ansia.

Ma perché spesso in noi si crea questo “ingorgo”, questo “traffico” di emozioni?

L’ansia, in quanto emozione normale, è assolutamente adattiva e funzionale alla nostra sopravvivenza. Rappresenta un meccanismo difensivo incredibilmente utile in tutte le situazioni oggettivamente pericolose, in cui ci consente di mettere in atto azioni ed attività atte ad evitare o fronteggiare il pericolo nella maniera migliore possibile.

Quindi, se da un lato è esatto pensare che in giusta dose l’ansia non reca effetti nocivi, ma al contrario attiva comportamenti adattivi alle varie situazioni; dall’altro lato, tuttavia, se l’ansia diviene “esagerata” può trasformarsi in stress o veri e propri disturbi.

Come prevenire l’insorgenza di un’ansia patologica o addirittura come poter riuscire a diminuire i sintomi dell’ansia?

Le tecniche di rilassamento rappresentano un valido strumento per fronteggiare l’ansia e per ritrovare il proprio benessere.

Tali metodiche sono apparse estremamente efficaci ed anche estremamente variabili, di modo da potersi adattare ad ogni singola persona.

Tra le varie tecniche di rilassamento notevole importanza viene attribuita al “Rilassamento Muscolare Progressivo” di Jacobson.

Jacobosn sottolineava come lo stress, conseguenza del frenetico ritmo di vivere contemporaneo, fosse la causa di tensioni muscolari e mentali ed in ultima istanza di vere e proprie patologie sia organiche che psicologiche; quali appunto i disturbi di ansia.

Egli trovò l’antidoto per ridurre stress ed ansia: ridurre la tensione muscolare con il Rilassamento Muscolare Progressivo.

Secondo Jacobosn, infatti, ogni pensiero, ogni emozione, ogni percezione si correla ad una modificazione del tono muscolare.
Ad esempio, se mentre camminiamo vediamo una macchina sopraggiungere verso di noi, tendiamo i muscoli delle gambe e del tronco per prepararci alla fuga.

Quindi l’assioma fondamentale per tale tipologia di tecnica di rilassamento è il seguente: ad ogni contrazione muscolare corrisponde una “contrazione” mentale e viceversa; quindi, al contrario ad ogni decontrazione muscolare corrisponde una decontrazione “mentale”!

E’ questa la chiave di volta: imparando a rilassare il corpo si può al tempo stesso imparare a “rilassare” la mente.

L’obiettivo del rilassamento muscolare progressivo di Jacobson consiste nel ridurre la tensione residua che rimane nei muscoli quando ci poniamo in condizione di riposo. Eliminare la tensione significa in primo luogo restituire alla persona una condizione di calma; in secondo luogo consentire alla stessa persona di utilizzare il riposo come momento di recupero di energie.

Ma come funziona il rilassamento muscolare progressivo?

Il rilassamento muscolare progressivo è un training di allenamento a percepire la tensione muscolare e la distensione muscolare attraverso esercizi di tensione, localizzazione della tensione, distensione ed apprezzamento della distensione. Tramite tale allenamento si riuscirà, con l’esercizio, a percepire la tensione fisica e quella mentale, a differenziarle ed in ultima istanza a saperle gestire e ridurre.

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