“Parlate con le mani, come parlate con la voce” – La comunicazione non verbale.

Parlate-con-le-mani-come-parlate-con-la-voce-La-comunicazione-non-verbale.

Parlate con le mani, come parlate con la voce“, così esordisce la corrispondente italiana da Roma del quotidiano New York Times.

Parlate con le mani, come parlate con la voce” per spiegare come i personaggi “romani” utilizzino la comunicazione non verbale in maniera diffusa, riconoscibile e naturale.

La comunicazione non verbale è un aspetto molto importante della comunicazione umana. Cliccando sul link di seguito “Un piccolo dizionario dei gesti italiani” è possibile vedere alcuni dei gesti maggiormente utilizzati e riconosciuti.

Dal gesto “Ok” con indice e pollice a formare un cerchio, al gesto “Che vuoi da me” ottenuto con le quattro dita unite che toccano il pollice mentre la mano bascula; il dizionario dei gesti italiani ha mostrato come la comunicazione non verbale e nello specifico quella gestuale sia una caratteristica tutta italiana.

Ma perché usiamo la comunicazione non verbale?

La comunicazione non verbale enfatizza con spontaneità e naturalezza il contenuto del messaggio che vogliamo comunicare, essa è maggiormente rivelatrice degli stati d’animo e delle intenzioni e rappresenta una sorta di “linguaggio del corpo universale”.

Nella comunicazione non verbale notevole importanza è rivestita dal comportamento cinetico, ovvero quell’insieme di comportamenti motori fini come ad esempio i movimenti del corpo, del capo e i gesti delle mani. Essi si organizzano come in forme interpretabili come supporti all’interazione comunicativa.

Importantissimi, quindi, nella comunicazione non verbale sono i gesti delle mani.

Ma cosa sono i gesti delle mani ed a cosa servono?

I gesti delle mani sono azioni motorie coordinate e circoscritte, volte a generare un significato ed indirizzate ad un interlocutore al fine di raggiungere uno scopo.

I gesti possono essere di varie tipologie:

  • Gesti rituali: legati a cerimonie religiose o civili. Come per esempio il farsi il segno della croce
  • Gesti simbolici: dotati di un significato convenzionale, traducibile in parole. Come per esempio ruotare l’indice sulla guancia significa “buono”.
  • Gesti illustratori: prodotti intenzionalmente per completare o chiarire ciò che si sta dicendo.
  • Gesti emozionali: movimenti non intenzionali, ma espressivi dello stato emotivo. Come per esempio agitare i pugni quando si sperimenta rabbia.
  • Gesti regolatori: tesi a far scorrere serenamente l’interazione, segnalano l’adesione o il desiderio di prendere il turno della parola.
  • Gesti adattivi: movimenti inconsapevoli e privi di significato esplicitante che però mostrano la personalità del parlante. Come per esempio maneggiare un oggetto, tirarsi un lobo dell’orecchio.
  • Gesti deittici: movimenti compiuti con l’indice al fine di indicare un certo oggetto, un evento e/o una direzione.

I gesti , appartenenti alla comunicazione non verbale, come anche sottolineato precedentemente, sono utilizzati abitualmente dagli italiani per enfatizzare il messaggio, sottolineandone intenzioni, auspici, sentimenti,  e per comunicare non verbalmente.

Consiglio, per chi fosse interessato, di leggere l’articolo al seguente link: “Italiani, l’arte del linguaggio dei gesti“.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Cookies help us deliver our services. By using our services, you agree to our use of cookies. More Info | Close